Laboratori di Flamencoterapia
Frammenti di pura passione
a cura della Dott.ssa Annalisa Cogno (in arte Lisa Flores)
Psicologa, Counselor, Psicoterapeuta in formazione, Insegnante di flamenco a Roma.
Dall’incontro tra flamenco e psicologia, può emergere un particolare modo di sentire.
La lunga frequentazione col mondo flamenco, sia come ballerina (dal 1987 ad oggi) sia come insegnante (dal 2004 ad oggi) e la passione per la psicologia (dal 2016 ad oggi), mi hanno suggerito di estrapolare alcune attitudini della cultura flamenca ed utilizzarle in una seduta psicologica individuale o di gruppo. Negli anni, mi sono resa conto in maniera sempre più evidente che moltissimi comportamenti ‘attraversati’ durante le lezioni di flamenco, potevano avere una valenza terapeutica. Non parliamo di Danza Movimento Terapia (DMT) in generale, dunque, ma di attitudini specifiche del flamenco.
Elementi caratteristici del flamenco
Il flamenco presenta alcuni elementi specifici come:
- battito delle mani (tocar las palmas): favorisce il sentimento di appartenenza (riafferma unione e coesione) e stimola la condivisione di un compito comune che richiede impegno e sincronizzazione;
- battito dei piedi (zapatear): consente di incrementare il radicamento e la centratura di sé.
- incitare (jalear): pronunciare alcune parole stereotipate in certi momenti salienti è imprescindibile per creare la giusta atmosfera e sostenere l’altro.
- stare dentro al ritmo: attraverso piccoli suggerimenti del conduttore, si può riabilitare la nostra tendenza naturale alla sincronizzazione.
- stare nel gruppo: il flamenco non è un fenomeno individuale: necessita della collaborazione di un gruppo di persone per essere eseguito, tutti apportano il loro contributo individuale e l’elemento distintivo è l’aggregazione e la coesione, la volontà di conoscere/condividere un linguaggio comune.
- un linguaggio comune: adeguare il battito delle mani alle necessità imposte dalla musica e dal ballo potenzia il senso di appartenenza ad un gruppo (che condivide le regole del gioco). Creare una musica comune è l’obiettivo primario, rispetto alle necessità di protagonismo individuale.
Crescita personale
Partecipare ad un laboratorio di flamencoterapia stimola la nostra crescita personale perché ci consente di lavorare su:
- preconcetti: ‘non ho senso del ritmo, sono goffo, impacciato, sgraziato’
- timidezza: ‘mi vergogno, mi sento ridicolo, che penseranno di me’.
- blocchi fisici: respirazione, attivazione, abbandono, postura.
- emozioni: intercettare le nostre emozioni, verbalizzarle, lasciarle emergere nel corpo e sul volto.
- coraggio/responsabilità: osare, sfidarsi, assumersi la responsabilità di concordare/dissentire.
- tolleranza: saper accogliere i propri tempi e quelli del gruppo, stimolare il senso di aggregazione, supportare l’altro.
- autostima: risvegliare alcune abilità sopite e allenarsi ad accogliere soddisfazione e frustrazione.
Igiene quotidiana della nostra energia
Qualsiasi ballo favorisce un’igiene quotidiana della nostra energia ed emozioni affinché circolino e si ridistribuiscano uniformemente. Il flamenco in particolare lavora su:
- maestosità/lentezza: movimento solenne e grandioso: stare fermamente collocati sui nostri piedi e lo stare nel nostro centro fornisce stabilità e sicurezza, apporta un elemento fondamentale nel ballo: la presenza. Imprime trascendenza a ciò che trasmettiamo, ci aiuterà a comunicare l’essenziale, a lavorare contro l’inquietudine, con il coraggio di esporsi davanti a tutti e di prenderci il tempo che ci serve.
- sensualità: sostare sul movimento del bacino agevola l’espressione della nostra sensualità, migliora la nostra capacità di amare, dare e ricevere piacere, l’essere accettati, scoprire i nostri blocchi e le emozioni associate.
- energia contenuta (tensione che esiste anche in assenza di movimento) genera un’attitudine di attesa, ascolto e preparazione all’azione: i cosiddetti desplantes (movimenti azzardati, sfacciati) o remates (sottolineano l’accento finale di una frase musicale) incrementano l’affermazione di sé e l’assertività.
- energia flamenca: incide su differenti segmenti del corpo (descritti da Alexander Lowen, intimamente legati con i centri di energia conosciuti dalla saggezza orientale come chakras):
- I piedi: sono in relazione col grounding (radicamento), il contatto con la realtà;
- La pelvis: con la sessualità e la sensualità;
- Il plesso solare: con le emozioni, controllo posturale e l’equilibrio;
- Petto e braccia: con la sfera dell’affettività;
- Mani: con il contatto col mondo;
- Gola: con l’espressione orale;
- Collo e testa: con il controllo e gli stereotipi gestuali.
Obiettivi dei laboratori
La ripetizione guidata di alcuni movimenti tipici del flamenco ci permette di lavorare con:
- Limiti: imparare col nostro corpo a dire no a chi invade spazi che non desideriamo.
- Aggressività: come forza generica per raggiungere i nostri obiettivi (spesso si trova bloccata in quanto associata alla violenza). Questi movimenti permettono lo scaricamento della rabbia contenuta.
- Chiedere: esprimerci con naturalezza e con la forza necessaria per lavorare con le nostre limitazioni nel chiedere (per paura di un diniego).
- Accettazione della lode: resistenza nel ricevere approvazione, soprattutto nelle donne che, per ragioni culturali, si sono viste spesso obbligate a dedicarsi esclusivamente alla cura degli altri.
- Movimenti fluidi e delicati: delle braccia e delle mani, molto nutrienti a livello fisico che ci permettono essere percettivi a stimoli sottili. Questo lavoro con la parte superiore del corpo ci pone in contatto con sentimenti amorosi e si trova in relazione con la fluidità delle emozioni, del rapporto cogli altri e della vita.
- Picardia (malizia): movimenti ammiccanti che apportano un atteggiamento disinibito, spassoso nei confronti della vita, col quale togliamo importanza alle nostre tragedie quotidiane e prendiamo distanza nella ricerca delle soluzioni.
Giocare e sorprenderci
Recuperando nell’espressività flamenca la capacità di giocare e di sorprenderci, possono apparire aspetti del nostro carattere e delle nostre potenzialità che nella vita quotidiana teniamo nascosti. È bene sfatare la credenza che si debba nascere in Andalusia o appartenere all’etnia gitana per poter “sentire dentro” il Flamenco: al di fuori dell’ambito professionale, tra simpatizzanti, l’espressività flamenca può essere esperita da qualsiasi persona, purché interessata a conoscere questo straordinario strumento espressivo, in un’atmosfera di ausilio e confidenza, senza giudizio.
Curriculum vitae della dott.ssa Annalisa Cogno, psicologa a Roma
Laureata in Antropologia Culturale (1998), diplomata Counselor Professionista (Master Esperienziale in Gestalt Counseling – ASPIC, Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità, 2018), laureata in Psicologia Clinica e della Riabilitazione (2024), attualmente iscritta alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia SIAB (Società Italiana Analisi Bioenergetica), ho seguito il Corso europeo di psico-oncologia ANVOLT (Associazione Nazionale Volontari Lotta contro i Tumori), collaboro con ANDOS (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno).
Utilizzo un approccio pluralistico integrato che può adattarsi alle esigenze di ogni singolo individuo: se non esiste una tecnica efficace per tutti, da tutte si può però attingere per le diverse esigenze di ogni singola persona.
Lavoro con giovani adulti, adulti, anziani, coppie, famiglie, persone affette da malattia oncologica, con l’obiettivo di stimolare consapevolezza, autenticità e gestione delle emozioni di fronte alle sfide relazionali, fisiche ed emotive. Lavoro prevalentemente sul demolire le false credenze così saldamente consolidate dentro di noi, da ostacolare ciò che realmente potremmo essere, se solo ascoltassimo autenticamente il nostro corpo, il nostro sentire.
Credo profondamente nell’integrazione mente-corpo e nell’alleanza tra mondi tradizionalmente distinti: sanitario, artistico-culturale e sociale al fine di promuovere la salute e il benessere della persona. La passione per il flamenco mi ha condotta per un lungo periodo in Spagna, dove ho potuto sperimentare un particolare modo di sentire e scoprire alcuni straordinari aspetti benefici del flamenco, talvolta estraibili come attitudini da utilizzare in seduta per gestire vergogna, senso del ridicolo, timidezza, aggressività (incanalare la rabbia contenuta) stimolando creatività, tolleranza, aggregazione, coesione, autostima e radicamento.
Frammenti di pura passione, la cultura che cura
Laboratorio di Flamencoterapia con la dott.ssa Annalisa Cogno, antropologa, counselor professionista, psicologa clinica